La meditazione ed i suoi apporti al corpo-mente

  

Oggi siamo in grado di comprendere meglio l'interdipendenza stretta tra la realtà del corpo e la realtà della mente, ovvero la dimensione del corpo-mente che è oggetto di studio privilegiato della medicina psicosomatica e della medicina olistica. Il nostro corpo riflette i nostri atteggiamenti mentali, le nostre credenze sul mondo e le persone.
Noi siamo i pensieri che manifestiamo e ricreiamo di giorno in giorno la nostra realtà.
Esistono tante realtà relative quante gli uomini che le determinano per sé stessi con il loro sistema di credenze.
Per comprendere meglio quanto asserito, consideriamo quanto nella nostra società attuale valorizziamo il corpo, la sua salute, la sua bellezza, la sua prestanza. Con agenti esterni (abbigliamento, creme, cure di bellezza, attività sportive, nutrizione, cure ricostituenti, ecc.) curiamo il nostro corpo come un meraviglioso bozzolo o, nei migliore dei casi, lo concepiamo come un marchingegno biochimico il cui buon funzionamento dipende da ciò che sappiamo apportargli soprattutto in modo esogeno. Ciò che sfugge al nostro controllo e sfocia in termini di scompenso o malessere fisico, psicologico ed emozionale, ai più sembra determinato da circostanze esterne, riconducibili a eventi o fatti che sembrano accadere a tutti inevitabilmente prima o poi, oppure, sul piano organico, si cerca la connessione con le cattive abitudini alimentari, con lo stress personale e sociale, comunque determinato e condizionato dall'ambiente.
Quando il corpo si ammala, nel momento in cui s'inceppa l'ingranaggio, corriamo a cercare un intervento esterno, una cura, una medicina che lo ripristini al più presto. Di nuovo, ci affidiamo ad un potere delegato verso l'esterno che, possibilmente, in un arco di tempo breve, ci permetta di ritornare ad un buon funzionamento generale.
Oltre a questi accorgimenti, talora inevitabili, potremmo tuttavia soffermarci a considerare l'influenza sul nostro funzionamento delle nostre stesse tossine emotive, del nostro inquinamento mentale, della nostra scarsa fiducia nella componente dell'ascolto interiore e profondo; aspetti che, se trascurati, hanno presumibilmente creato il terreno fertile verso la vulnerabilità a più livelli, pure verso lo sviluppo della malattia fisica che in realtà è l'ultimo anello di una lunga catena di schemi funzionanti soggiacenti.
La pratica della meditazione si rivela una modalità efficace e potente per entrare in profonda connessione con il nostro sistema corpo-mente, affinché esso ci ripulisca dalle tossine emozionali, affinché esso metta in atto dei profondi processi suscettibili di portarci al Ben-Essere interiore, di conseguenza, ad un maggiore Ben-Essere generale.
L'azione preventiva della meditazione, come il suo ausilio terapeutico in caso di malattie, accanto alle terapie classiche, fu assodato e studiato dal fisiologo americano Robert Keith Fallace, negli anni 1967 e seguenti. Egli seguì per anni molte persone mentre facevano la meditazione, misurando le loro onde cerebrali, la pressione sanguigna, il battito cardiaco e altri indicatori di cambiamento fisico.
I risultati che ottenne furono unici anche perché dimostravano l'efficacia della meditazione sul piano fisiologico: rallentamento del battito cardiaco, profondo rilassamento, comparsa di onde alfa sul tracciato encefalografico, inferiore consumo di ossigeno nel respiro. Questo ultimo indicatore era particolarmente importante perché testimoniava che era calato il metabolismo legato al consumo totale di combustibile delle cellule, il che viene definito stato ipometabolico. La sensazione di pace, rilassamento e benessere interiori erano dunque osservabili anche fisicamente. Diverse persone, inoltre, sembravano ringiovanite e questo era riconducibile organicamente all'incremento energetico fornito dalla meditazione alle cellule.
La meditazione ha dunque effetti positivi che contrastano l'invecchiamento cellulare, riduce lo stress e gli stati d'ansia, permette in sintesi di ripristinare l'equilibrio del corpo-mente, aggiustando la propensione al dominio di una parte sull'altra (il dominio della mente sul corpo e viceversa); dall'equilibrio emergente si generano una sensazione di pace, armonia, vitalità e Ben-Essere.
La pratica costante della meditazione è una possibilità accessibile a tutti, fatto salvo il principio che la persona riconosce che il proprio Ben-Essere va in primo luogo ricercato in una dimensione interiore, in un approccio attivo di ascolto profondo. La costanza nella pratica può apportare già a breve termine grandi benefici per la salute del corpo-mente, quindi per la salute globale.

Luglio 2008