Il mondo fisico-dualistico spazio-temporale in cui viviamo, è una delle nostre realtà imprescindibili dalla quale siamo senz’altro condizionati. Sul piano fisiologico siamo naturalmente connessi ai cicli naturali del giorno e della notte, dalle stagioni, ad umori cangianti e in genere, il vivere umano si delinea in un costante gioco-forza  tra polarità opposte (gioia e tristezza, salute e malattia, fallimento e realizzazione, abbondanza e precarietà, solitudine e condivisione, ecc.).

Il rapportarci unicamente a questa visione di adattamento alla realtà, di sopportazione di dati di fatto sui quali non ci sembra avere particolare incidenza, facilmente ci pone in balìa della vita e degli eventi.  La nostra condizione di felicità, di realizzazione, di salute e di successo  dipendono dalle conferme che il mondo esteriore ci offre, da quanto gli altri ci manifestano, ci confermano o ci tolgono.

Persino ciò che pensiamo di noi soggiace alla contraddizione delle polarità: il nostro Io soggettivo, ovvero l’immagine che abbiamo di noi stessi, è il risultato di un sistema di credenze che abbiamo creato sin dalla nascita e probabilmente già prima a partire dalla vita fetale; è il risultato, costruito pian piano nel tempo, del nostro riscontro con gli altri e gli eventi del mondo, in termini di soddisfazioni appagate o di insuccessi, di idee, convinzioni sulle quali abbiamo costruito il nostro vissuto.

 

D’altra parte, noi abbiamo un’immagine di noi stessi che non corrisponde perfettamente a ciò che ciascuno là fuori, nel mondo, pensa di noi.  Ognuno ha una sua personale percezione ed opinione nei nostri confronti, dunque:

 

esistono tante immagini di noi quante le persone che ci pensano.

 

Il problema fondamentale è che se io credo di essere ciò che penso di essere e altrettanti là fuori pensano ad un me sempre diverso, quante immagini di me esistono in questa vita e qual è quella attendibile, quella da sostenere, quella da incoraggiare? Non è forse vero che ognuna di queste immagini è relativa, parziale, effimera, cangiante?

 

“Chi sono io?”

 

Questo è un interrogativo che accompagna l’uomo dagli albori delle civiltà.

 

L’Ascolto, la meditazione, l’introspezione attiva, ci permettono di entrare in un’altra dimensione definita di pura Consapevolezza.

 

La pura consapevolezza è uno spazio sacro di armonia e distensione in cui noi siamo semplicemente immersi nell’Essere senza tempo e senza spazio. Lo stare attivamente, possibilmente quotidianamente, in questa contemplazione dell’ Essere, ci permette di allargare la nostra comprensione delle vicende umane, di incoraggiare le facoltà dell’intuizione e della ricchezza interiore, di aprire sempre di più il nostro cuore verso la disponibilità, l’apertura, l’accoglienza, in primo luogo di noi stessi, di conseguenza verso gli altri.

 

Abbiamo la possibilità di varcare l’illusione delle nostre proiezioni mentali e di quelle degli altri.

Con il tempo, la nostra percezione della realtà si modifica e ne consegue una maggiore armonia nella nostra esistenza perché sappiamo che in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, possiamo entrare in connessione con il nostro centro vitale interiore e questa consapevolezza incrementa la nostra forza, la nostra fiducia, le nostre componenti energetiche più sottili che vibrano nell’Amore all’interno di noi stessi e nell’Universo.

 

Iniziamo a comprendere che siamo tutti molto più simili di quanto non sembri all’apparenza e che i grandi temi quali il dolore, la sofferenza, l’abbandono, la rabbia, l’odio, ecc. sono esperienze energetiche che ognuno di noi, in qualche sua forma, ha vissuto. Vi è, tuttavia, la possibilità di elaborare queste esperienze umane ma è possibile farlo appieno alla luce di una comprensione e di una consapevolezza più alte. Quando queste esperienze energetiche si trasformano alla luce della comprensione, sviluppiamo le facoltà della compassione, dell’accoglienza, del perdono. Il passo che ne consegue è il nostro vivere nell’armonia, nella pace, creando Ben-Essere per noi stessi e per il nostro entourage.

 

Non abbiamo più paura del giudizio, né giudichiamo noi stessi, perché la nostra radice più profonda, situata nel nostro cuore, ci offre nuove letture della nostra esistenza e di quella altrui.

 

Le persone che, con tecniche e pratiche diverse, incoraggiano nella propria vita i momenti di ascolto interiore e di meditazione attiva, testimoniano di una vera e propria rinascita e trasformazione dell’Essere. Il loro stato emozionale, percettivo, fisiologico, ne trae grande beneficio, e non solo; l’intera esistenza comincia a modificarsi in positivo, grazie al cammino della consapevolezza che cresce.

 

Evidentemente, ognuno ha i propri tempi, ritmi personali, le modalità più idonee per avvicinarsi all’ascolto interiore. È importante muovere i primi passi, poi il cammino diviene, il viaggio si crea, l’incontro con la propria Luce è inevitabile, meraviglioso… e ad ognuno le sue scoperte di cui spero ci porterete testimonianza.

 

Benedetto è colui che riconosce la propria divinità interiore.

 

Giugno 2020